Cenni storici

La famiglia Druda risulta iscritta alla nobiltà di Cagli, ove ha lasciato testimonianze sin dal XI secolo. Le prime notizie riguardanti questa famiglia risalgono ad un certo Rustichello vivente nel XI secolo, Signore del castello di Belvedere e capostipite di detta famiglia. Nel 1245 Pieradruda, figlia di Rustichello e di Dialta figlia di Ugolino Conte di Fenigli e di Guiduccia Mastini, decise di sottomettere alla Città di Cagli dodici famiglie del castello; successivamente la famiglia fu costretta ad urbanizzarsi e Leondruda con il consenso della madre Donna Cecilia figlia di Rustichello, sottomise il castello alla città, (Rog. Bucarello) e la famiglia edificò un proprio palazzo nella piazza principale della vecchia città, come risulta da un rogito del notaio Andrea Lutii del 1285. Con la distruzione della città avvenuta nel 1289 a seguito degli scontri fra le opposte fazioni guelfe e ghibelline, la stessa fu riedificata non lontano e Buonaiuto Druda contribuì economicamente alla realizzazione delle mura. Si ricorda sua figlia Donna Flora che si unì in matrimonio con Angeluccio Speni verso la fine del 1289, e i di loro discendenti assunsero solo il cognome Druda. L’arma di questa famiglia era in campo verde una scala al naturale, posta in palo. Nella nuova città edificarono un palazzo, che ancora si trova censito come Palazzo Druda subentrato nel 1900 ad altri proprietari, palazzo situato fra Via Atanagi e via Druda. Sempre in Via Atanagi si trova la chiesa dedicata a San Filippo Neri, restaurata e rinnovata al culto dagli stessi Druda e nella quale ancora oggi si trova il Sepolcro della Famiglia stessa. Fra i Gonfalonieri della menzionata Città, si ricorda Baldantonio Druda che nel 1557 ricopriva tale incarico; lo stesso è annoverato in un cartiglio del 1640 circa di Francesco Bricchi, realizzato in onore del Vescovo Tamantini. Nel 1528 Albina Druda di Giambattista contrae matrimonio con Guido di Giacomo Speni, i figli nati da tale matrimonio assunsero il cognome Speni della Druda. In particolare di tali figli si ricorda Giacomo Druda (non più Speni), Capitano di terra e di mare a servizio della Serenissima Repubblica Veneta; per il suo valore fu ricompensato con l’incarico di vice castellano di Corfù nel 1583, fu inviato a presidio di Crema nel 1587, nel 1589 fu mandato dal Doge Pasquale Cicogna alla difesa di Bergamo, e alla custodia di Verona dal 1591 al 1593. Si ricorda fra gli altri anche Mario “fedelissimo amministratore in Cagli del Duca Francesco Maria II”; Girolamo e suo fratello Pier Francesco entrambi cavalieri dell’Ordine di S. Lazzaro. Alla morte di Girolamo, vacando la Propositura della Canonica, ed anche la Chiesa dello spedale di S. Lazzaro, e la Chiesa di S. Lorenzo, in Pantano , il Pontefice conferì la detta Propositura a D. Pierfrancesco Druda fratello del defunto, benchè fosse in età di soli dodici anni, come si legge nella bolla speditagli; per il che ebbe il nome di Priorino ebbe la Commenda di S. Lazzaro a Cagli da Papa Paolo III nel 1538, fu Ebbe anche la Commenda di S. Lazzaro di Cagli da Paolo III nel 1538 incirca, e fu caro non meno del padre al Duca e alla Duchessa d’Urbino. Fu anche Priore della Canonica di Cagli come risulta dai rogiti di Ser Benedetto Marcelli. Gerolamo nipote di Pier francesco già cavaliere dell’Ordine di S. Lazzaro diviene il 6 novembre del 1573 cavaliere dell’Ordine unificato dei SS Maurizio e Lazzaro come da decreto del Duca di Savoia Emanuele Filiberto.

Bald’Antonio padre di Pierfrancesco fu per lungo tempo Cancelliere del Duca d’Urbino. Nel 1530 circa, il Duca Francesco Maria della Rovere impose ad Andrea suo cappellano, figlio di Benigna Druda e Sante Ropponi e a tutto il Casato il solo cognome Druda, cessa così il cognome Speni della Druda. Di questa unione di due famiglie rimane la partizione nello stemma. Bald’Antonio di Giambattista Druda si trova iscritto nel Decreto di approvazione dello Statuto Municipale di Mondolfo (PU), come da lettera della Duchessa Leonora della Rovere Gonzaga tutrice di Giulio suo figlio, datata: Fossombrone 18 marzo 1540.

Francesco fu chiamato al Tridentino Concilio Ecumenico in qualità di cantore e ricordato come il basso di Cagli.

Francesco figlio di , nel 1581 fu Priore di S. Matteo di Val di Lago e Beneficiato della Basilica di S. Pietro in Vaticano, e Cantore della Cappella Pontificia in tempo di Gregorio XIII.

Cappellano, Cantore della Cappella Papale, domestico di Gregorio XIII e beneficiato nella Basilica di S. Pietro, di cui fu famigliare in data 17 novembre 1581.

Il sacerdote Don Pietro nel secolo XVIII fu aiutante o coadiutore del Ponente di Rota: quindi Vicario Generale per qualche tempo nella sua Patria.

Don Girolamo vacando nel 1536 un canonicato in questa Cattedrale per la morte di Don Federico Berardi, vi assicurò, trovandosi allora cameriere del Cardinale Jacobucci che lo raccomandò al Capitolo con lettera del 25 agosto 1537; la Duchessa, alla quale il Druda era caro, scrisse al capitolo una lettera, che conservasi in quell’archivio Capitolare, per la quale domandava ai Canonici che favorissero il suo raccomandato, e un’altra lettera scrisse il Duca suo consorte al Vescovo Capitolare per lo medesimo effetto, Di che seguì la bramata elezione.

Accattivatosi Girolamo il favore di quel Principe anche per questa ragione che Baldantonio Druda fratello del suddetto serviva da lungo tempo nella corte in qualità di Cancelliere Ducale.

Giambattista Druda era segretario del Cardinale di Urbino nell’anno 1576 come si certifica da lettera del Cardinale medesimo datata Fossombrone il 17 ottobre 1576, nelle quali lo raccomandava al Podestà per certe referenze domestiche, acciò quanto prima potesse tornare al suo servizio. Fu Gonfaloniere nel 1580.

Baldantonio canonico della Cattedrale e Commissario del Collegio Germanico.

Baldantonio Druda Cancelliere Ducale era fratello di D. Girolamo. Viene il mededesimo Lodato dalla Duchessa Eleonora come benemerito della casa del Signor Duca per una lunga, e fedele servitù; e Girolamo come soggetto di buona qualità, fu Gonfaloniere a Cagli nel 1557.

Mario Druda fu nel 1616 fedelissimo Amministratore in Cagli del Duca Francesco Maria II.

Pierfrancesco di Giambattista si trasferì in Roma nel 1770, fu primo Segretario di Monsignor Gardogni uditor di Rota per la Corte di Spagna, diede opera al diritto civile e canonico, in cui ebbe il dottorato.

Applicò alle scienze teologiche per anni 28 in Roma, dove per anni nove sostenne l’impiego di Segretario di Rota. Frequentò ivi l’Accademia delle Risoluzioni di Capi di Coscienza nella Chiesa del Gesù, e nel Collegio dei Cento Preti, alle quali congregazioni era ascritto.

Lasciò per le vicende politiche la carriera di Rotale. Fu nel 1803 Vicario del Rev.mo Capitolo Lateranense fino al 1819.

Giacomo Filippo di Giambattista fu sacerdote e canonico nel 1777. Fu Vicario Generale in Urbania nel 1789 Fu Vicario Generale con assai lode né tristissimi tempi, in chè il Vescovo Cingani si trovava deportato in Bergamo.Fu Abate di Sortecchio.

Nel 1791 fu deputato da questo Comune D.Ubaldo Druda a sopperire le veci di Precettore di una lettera di Eloquenza con grande compiacimento dei Pubblici Rappresentanti. Libro dei Consigli.

Fu aiutante e coadiuvatore del Ponente di Rota: quindi Vicario Generale per qualche tempo di questa Città.

Tommaso di Giambattista studiò filosofia in Bologna quindi in Roma, al disegno, Architettura e matematiche: fu Sindaco Apostolico di Terra Santa.

L’altro fratello Ubaldo fu pure di grande ingegno e pieno di spirito di Dio. Studiò a Bologna filosofia ed in Roma teologia nella quale fu laureato ad Honorem 1787 e si ordinò sacerdote nel 1789, fece grandi vantaggi nelle scienze sacre e legali. Fu teologo del Vescovo e lettore di ideologia nel 1794.

Pietro fratello di Ubaldo egli pure sacerdote diede opera agli studi in Roma e vi fece tesoro di dottrina a giovamento di questa Patria.

La famiglia è censita nell’elenco della Nobiltà Civica generosa inviato al Gran Priorato di Roma del Sovrano Militare Ordine di Malta il 14 luglio 1776 dal segretario comunale Gilij. Numerose sono le parentele con le più importanti famiglie nobili di Cagli e delle città lemitrofe

Fabrizio è cavaliere di merito con placca del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio di cui è Segretario per la Delegazione Toscana, è l’attuale depositario dell’Archivio di Casa Druda e autore di un testo sulla storia della famiglia.

Lo stemma della famiglia venne registrato dal Re d’Armi di Spagna Don Vicente de Cadenas y Vicent al foglio 109/111, e vistata dal Min. di Giust. il 13 febbraio 2003.

 

Rogito Lutij
Rogito Lutij

Castellare de Drudo

Castellare de Drudo
Castellare de Drudo

Sito realizzato da Fabrizio, Federico, Filippo e Alessio Francesco Druda